Regina Spektor: unconventional style

Regina Spektor: unconventional style

Cosa vi viene in mente se diciamo “Riccioli ribelli, occhi blu, sorriso meravigliosamente dipinto di un porpora acceso, basso alla mano, o mano al pianoforte, stile eclettico o, meglio, un misto di stili non ancora classificabili fra i generi esistenti nella storia”? Ma certo, è ovvio che stiamo parlando di Regina Spektor! Abbiamo conosciuto la creatività compositiva di quest’artista così fuori dal comune molti anni fa e ce ne siamo subito innamorati. Regina Spektor è una cantautrice di origini russe, completa la sua formazione musicale in Europa e negli Stati Uniti, dove vive attualmente. Se dovessimo racchiudere la sua musica in un unico genere, ci troveremmo davanti ad un quesito senza facile risoluzione: la straripante Regina, infatti, unisce vari stili, arricchendoli col suo vasto bagaglio culturale, passando dal folk statunitense al punk, al rock e al sound popolare da cui non si slega facilmente. Viene spesso riconosciuta come paladina dell’anti-folk, un genere che unisce al gusto folk tipicamente americano tratti aggressivi e meno puliti del punk e del rock. Secondo il nostro umile parere, racchiuderla in un sol genere resta comunque riduttivo, se si pensa con quanta facilità integri le varie tecniche (dal piano alla chitarra, dal basso agli archi) con vocalizzi, gorgoglii, gorgheggi, onomatopee… insomma difficile da spiegare e comprensibile solo ascoltandola!

Dei suoi album vogliamo citarne qualcuno che ci ha colpito.

I lavori migliori

Nel 2002 Regina Spektor produce l’album “Songs” in un’unica registrazione. La canzone al piano che apre il disco è Samson, grazie alla quale nasce il nostro interesse per l’artista. Ve la proponiamo in un live un po’ particolare.

Due anni dopo, con l’album “Soviet Kitsch”, il cui titolo è tratto da un’espressione di Milan Kundera per definire lo stile kitsch in chiave staliniana, Regina accentua l’accostamento fra un sound tipicamente sovietico e l’anti folk, l’indie-rock e il punk-rock.  Estrapoliamo il singolo “Us”, ma consigliamo anche i brani “Carbon monoxide” e “The flowers”.

L’album “Begin to hope” riesce a conquistare un generoso pubblico con il singolo “Fidelity” e il suo videoclip in stile prettamente proto razionalista. I nostri brani preferiti restano comunque “Better”, “On the radio” e “Hotel Song”. Vogliamo chiudere con questo fantastico estratto, sempre dal “Live in London”, con l’intro ad archi di November Rain, brano storico dei Guns’n’roses.

Dall’album “Far”, inoltre, il cui stile diventa più delicato e meno graffiante, consigliamo “Blue lips”, un brano che mantiene ancora un lieve tocco di bizzarro che ci piace tanto. Non dimentichiamo infine che il brano “You’ve got time”, composto per la sigla del serial Netflix “Orange is the new black”, è stato nominato per un Grammy Award nella categoria “Miglior canzone scritta per un media visuale”. Eh, sì, proprio bella e brava la nostra Spektor!

Sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità, vi invitiamo ad un buon ascolto!

Pagina ufficiale su facebook: https://www.facebook.com/reginaspektor/

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